Sono stato contattato dall’azienda per un processo di selezione che si è protratto per circa 3-4 mesi. Ho sostenuto diversi colloqui: uno conoscitivo, uno psicologico e uno tecnico. Al termine, mi è stata presentata una proposta economica che tuttavia ho ritenuto non in linea con le responsabilità e il livello del ruolo. Ho quindi rilanciato, e sembrava si fosse trovata una via di mezzo — ma la proposta aggiornata non mi è mai stata inviata.
Dopo qualche tempo, mi contattano improvvisamente per una breve call “di presentazione” con il cliente, descritta come un incontro di massimo 15 minuti. In realtà, si è rivelato un colloquio di oltre un’ora, con diverse figure di rilievo, durante il quale ho scoperto che:
le attività previste dal ruolo differivano da quanto mi era stato descritto in precedenza;
le modalità di lavoro erano diverse da quelle concordate;
il cliente era convinto che fossi ancora impiegato presso un’altra azienda, cosa non vera.
Mi ha colpito la discrepanza tra i loro discorsi sull’onestà, la trasparenza e l’attenzione ai candidati, e il modo in cui la situazione si è poi evoluta. Ho avuto l’impressione che stessero semplicemente guadagnando tempo in attesa che il progetto del cliente partisse realmente.
In conclusione, non ho mai ricevuto la proposta aggiornata né accettato quella iniziale. L’esperienza, pur iniziata in modo promettente, si è rivelata deludente per la mancanza di chiarezza e coerenza.